Post

Sono solo barzellette

  C’erano una volta le barzellette. È facile notare come oggi si rida sempre di meno. L’ottimismo che ci animava qualche decennio fa tende a scomparire sostituito da incertezze nel futuro e da una certa aggressività che si manifesta in tutti i rapporti sociali. La tolleranza verso quelli che non la pensano come noi va gradualmente diminuendo e non si perde occasione di puntare il dito verso chi sbaglia anche se lo fa in buona fede. Non era raro alcuni anni fa trovare quelle persone che sapevano raccontare le barzellette e in una cena erano capaci di indurre il buon umore in tutti i commensali. Oggi i giovani le barzellette non sanno più nemmeno che cosa siano. Se hanno bisogno di ridere vanno su internet e certamente troveranno un tutorial che gli spiega come fare. A parte gli scherzi il mio amico Ric, uomo di vecchia maniera, ad un pranzo al ristorante me ne ha raccontata una che mi ha fatto ridere fino ad uno sbuffo di risotto alla pescatora. La barzelletta è una di quelle ch...

Come pensano gli animali

     Come pensano gli animali    Ho scelto di vivere in campagna, pur non essendo un fanatico della vita agreste. Ne godo i vantaggi e per contro gli inesorabili inconvenienti. L’aria buona, fare l’orto e produrre ortaggi che costano il doppio di quelli del supermercato. Il cielo stellato nelle sere limpide, il buio profondo quando non c’è la luna e il silenzio. Ah no! Il silenzio no! Quello potete scordarvelo. La campagna è piena di rumori. Da quelli degli animali che qualcuno si ostina a definire naturali a quelli prodotti dall’uomo con i suoi attrezzi a motore come motoseghe decespugliatori, falciatrici ecc.    Vivere in campagna comunque stimola lo spirito d’osservazione. S’impara a conoscere la meteorologia osservando le nuvole e i venti. Si riconoscono le piante: dalla molteplicità degli alberi a quelle piccole nascoste nell’erba come l’insalata di campo. Si osservano gli animali, le loro abitudini e le loro particolarità. Io per esempio mi s...

il gatto di Schrodinger

  Terzo e ultimo sguardo sulla fisica quantistica. Argomento interessante ma spinoso da trattare: Gli stessi scienziati ammettono di non capirci più di tanto però dicono che la fisica quantistica applicata alle nuove tecnologie funziona anche se non sanno perché. Senza entrare nel meccanismo molto specialistico fatto di esperimenti e ipotesi non provate ma intuite, questa disciplina apre le porte a concezioni e possibilità che sconfinano nella filosofia andando sibillinamente a sfruculiare nelle credenze semplicistiche della religione. Alt! Fermiamoci qui. Oggi parleremo del Gatto di Schrödinger. Erwin Schrödinger, uomo eclettico, amante della vita, premio Nobel per la fisica 1933 con l’esperimento del gatto ci propone un problema paradossale. Il tema è: Sovrapposizione degli stati.   Secondo lo scienziato la realtà risiede in più stati sovrapposti e contemporanei, cioè una cosa è quella e molte altre allo stesso tempo.   Quando però ci posiamo lo sguardo sopra tutti...

la costante di Planck

  Cari amici di fb continuiamo con la fisica quantistica Visto che nel prossimo futuro la fisica quantistica diventerà sempre più presente nel dominio dell’informatica e quindi nel sempre più complesso mondo dell’informazione e della tecnica, è bene conoscerne almeno i principi basilari e gli scienziati protagonisti che con le loro intuizioni hanno aperto il cammino verso questa disciplina ancora per gran parte sconosciuta ma piena di straordinarie possibilità. Questo episodio è un po’ più pesante di quello precedente. D’altra parte queste cose sono note da cento anni nel mondo accademico, è ora di fare un piccolo sforzo per capirle anche noi. La costante di Pla nk Recentemente abbiamo parlato di Heisemberg e il suo principio di indeterminazione. Oggi parliamo di Karl Max Planck. Planck è l’inventore della fisica quantistica e la sua costante è alla base dei calcoli per conoscere l’energia delle particelle sub atomiche. Max Planck nasce un Germania nel 1858 a Kiel (Mar B...